Cosa fare per prevenire l’allergia all’acaro nel bambino

Articolo scritto dal Dott. Giovanni Caso

Gli acari della polvere di casa (Dermatophagoides pteronissinus e Dermatophagoides farinae i più comuni) sono piccoli organismi, visibili solo al microscopio, che si trovano negli ambienti ove vivono uomini e animali. Essi infatti si nutrono di forfora prodotta dal normale ricambio della nostra pelle. Vivono e si riproducono bene in ambienti caldi e umidi e non sopravvivono ad altezze superiori ai 2000 metri. Preferiscono oggetti costituiti da materiale naturale (ad esempio lana) piuttosto che sintetico.

Da quanto detto è chiaro che le sedi della casa in cui gli acari sono presenti in maggiore quantità sono il letto (materassi, cuscini, piumini, coperte) e i mobili imbottiti (poltrone e divani), sui quali trascorriamo molto tempo e nei quali si creano le migliori condizioni di temperatura e umidità perché l’acaro trovi fonte per il suo sostentamento.

Da queste sedi gli acari si diffondono nell’ambiente circostante, annidandosi preferenzialmente nei materiali che raccolgono più polvere (pavimenti, tappeti, tendaggi, pelouches, libri).

L’allergene (cioè la particella responsabile dei sintomi allergici) sono le feci dell’acaro, sotto forma di particelle sferiche di 20 micron di diametro. La sensibilizzazione (cioè lo sviluppo di IgE, gli anticorpi responsabili dell’allergia, contro l’allergene dell’acaro), avviene soprattutto per via respiratoria, ma anche per via cutanea, soprattutto nei soggetti affetti da dermatite atopica.

Il rischio di sviluppare l’allergia sembra dipendere dal grado di esposizione agli acari, cioè dalla concentrazione di allergene nell’ambiente. Per questo, per prevenire l’allergia nei soggetti predisposti, oppure per ridurre i sintomi nei soggetti già allergici agli acari, è necessario diminuire il numero di acari presenti nella propria casa oltre che limitare le possibilità di contatto con l’allergene.

I SINTOMI DELL'ALLERGIA AGLI ACARI

Le vie respiratorie sono il bersaglio preferito dell’allergia agli acari. Il bambino può presentare asma e/o rinite, meno frequentemente congiuntivite, dermatite atopica e orticaria. I sintomi sono presenti tutto l’anno, ma soprattutto nel periodo autunnale e invernale, quando, per effetto dell’alta temperatura e dell’alto tenore di umidità all’interno delle abitazioni, si creano le condizioni ideali per la crescita degli acari. Sono possibili però riacutizzazioni anche estive, ad esempio quando il bambino soggiorna in una casa non abitata da qualche tempo o per contatto con ambienti molto polverosi o durante attività di pulizia domestica. I sintomi migliorano invece ad alta quota (sopra i 1.500 metri di altitudine).

COME PREVENIRE L'ALLERGIA E I SINTOMI

Limitare la presenza di acari nell’ambiente domestico serve sia a prevenire che il bambino diventi allergico (soprattutto se soffre di dermatite atopica), sia a evitare, in un bambino già allergico agli acari, che sviluppi i sintomi dell’allergia.

Per rendere la nostra casa un luogo sgradito all’acaro, dobbiamo adottare una serie di misure di igiene degli ambienti domestici.

IGIENE ED ALLERGIA AGLI ACARI

- La casa (in particolare la stanza da letto) deve essere ben arieggiata.

- La temperatura non deve essere troppo alta (non superiore a 20°C).

- L’umidità ambientale deve essere tenuta sotto controllo (umidità ideale non superiore al 40-50%, misurabile con un igrometro). Se necessario si può usare un apparecchio deumidificatore, scegliendone uno di dimensioni ed efficienza adeguata all’ambiente in cui lo si utilizza. L’umidificatore per gli ambienti invece è da evitare in caso di allergia agli acari (gli acari amano la stanza calda e umida).

- Ponete particolare attenzione a cuscini, materassi, coperte, trapunte e piumini. Preferite sempre materiali sintetici. Sigillate cuscini, materassi e piumini con apposite fodere certificate antiacaro (in goretex e materiali affini), costose ma efficienti e confortevoli. L’unica alternativa valida ai tessuti antiacaro per racchiudere il materasso è un sacco di plastica, soluzione sicuramente più economica ma non confortevole: la plastica è rumorosa, non fa traspirare, è scivolosa. Si può ovviare in parte a questi inconvenienti mettendo tra il sacco di plastica e il lenzuolo un tessuto di spugna (da lavare spesso a 60° e con detersivi igienizzanti). Tali attenzioni vanno estese a tutti i letti della stanza (anche a quelli di persone non allergiche).

- Per quanto possibile, in particolare dalla stanza da letto, eliminate tutto ciò che può essere ricettacolo di polvere: tendaggi pesanti, carta da parati, moquette, tappeti, pelouches, poltrone imbottite, libri (usare librerie chiuse), soprammobili, fiori secchi. Arredate la casa con mobili semplici facilmente pulibili. Preferite divani e poltrone con rivestimento in pelle, rispetto alla stoffa.

- Pulite spesso e accuratamente la casa (ricordatevi di pulire bene anche i termosifoni). Spolverate con panni umidi. Utilizzate un aspirapolvere dotato di filtro HEPA (High Efficiency Particulate Air Filter): si tratta di un filtro che trattiene le particelle di calibro fino a pochi micron. Lavate poi e igienizzate con detergenti igienizzanti. E’ bene che la persona allergica non sia presente durante le pulizie.

- La pulizia dei tappeti e dei mobili imbottiti è particolarmente difficile e spesso poco efficace, pertanto può essere utile usare periodicamente prodotti acaricidi (in polvere, o spray, o schiuma) che uccidono gli acari o che ne modificano la struttura, rendendoli innocui. Tali prodotti sono particolarmente utili per trattare oggetti non facilmente lavabili né rivestibili con fodere apposite, come tappeti o moquette, poltrone e divani. Esistono inoltre spray impermeabilizzanti specifici che creano una sorta di barriera contro la diffusione degli acari.

- Per pulire i tappeti sono utili anche gli elettrodomestici per la pulizia a vapore (da usare una volta al mese), nonostante creino umidità. Il lavaggio a secco non sembra invece essere efficace nell’eliminare gli acari.

- Lavate frequentemente la biancheria del letto (almeno una volta alla settimana) ad una temperatura superiore ai 60°C, con detersivi igienizzanti; se possibile, esponete al sole a lungo e spesso materassi, cuscini e coperte. Ricordatevi di pulire frequentemente, con aspirapolvere o con panno umido, anche il coprimaterasso.

Se vostro figlio ha un orsetto inseparabile, riservate al peluche un trattamento speciale: lavatelo ogni 15 giorni in lavatrice ad una temperatura di almeno 55°C, fatelo asciugare e poi mettetelo per 12-24 ore nel freezer, chiuso in un sacchetto di plastica. Lo stesso trattamento può essere riservato periodicamente ad altri oggetti in tessuto ricettacolo di polvere.

(Articolo apparso in origine su Amico Pediatra)

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